Prezzo Oro, Banche Centrali Intensi Acquisti

Carlo Valloto
2011-11-15

Nel consueto report trimestrale redatto dal World Gold Council nel terzo trimestre dell'anno la domanda  del metallo prezioso, ha avuto un incremento del 6% raggiungendo un totale di 1.053,9 tonnellate.

Una grossa fetta di acquisti proviene dagli Istituti Centrali che hanno aumentato in modo sostanzioso la domanda.

Bene Rifugio

L’oro è un bene rifugio. Punto e basta, mi verrebbe da dire. Ci sono giornali che titolano i loro articoli tirando in causa chissà quali speculazioni o bolle. La crisi finanziaria che si è scatenata nelle economie occidentali ha portato a rivalutare massicciamente questo metallo che oggi come oggi è più prezioso che mai. Quest’anno verrà ricordato nella storia, non so se dell’umanità ma dei mercati finanziari sicuramente: instabilità finanziaria dell'Eurozona con rischio tuttora presente del crollo dell’euro in accoppiata al taglio del rating sovrano degli Stati Uniti, ha spinto gli investitori ad acquistare oro. E quando dico investitori intendo sia i privati che gli istituzionali.

E a dire la verità la percentuale è ancora molto bassa. Ne abbiamo già parlato qui e spesso anche qui. Nel terzo trimestre del 2011 la domanda nel settore investimento è stata pari a 468,1 tonnellate salendo del 6% e gli investitori hanno dato il via a una corsa all'oro, visto come bene di rifugio. Secondo quanto si legge nel rapporto trimestrale del World Gold Council, gruppo che rappresenta gli interessi dei produttori, "l'oro ha avuto una performance migliore degli altri asset".

Banche Centrali

In particolare il trend in crescita è stato sostenuto da un’intensa campagna di acquisti condotta dalle Banche Centrali soprattutto dei Paesi orientali come Cina (anche se non ci sono dati certi a causa delle restrizioni all’informazione presenti in quel Paese). Ma non solo: anche Russia, Venezuela e Mauritius per citarne alcuni,  hanno incrementato le loro riserve. Insomma una corsa all’oro che negli ultimi 40 anni, da quando, nel 1971, venne abbandonata la convertibilità del dollaro, non si era mai vista.

Secondo il rapporto Wgc, tra luglio e settembre, al netto delle vendite, gli Istituti hanno rastrellato 148,4 tonnellate del prezioso metallo; e paragonata alle 22,6 tonnellate dello stesso periodo dello scorso anno, la crescita è davvero notevole! Dopo due decenni di forti vendite, le Banche centrali sono divenute acquirenti netti di oro lo scorso anno. La graduale inversione di tendenza ha aiutato i lingotti a crescere per 11 anni di fila, del 600% nell'ultimo decennio e toccare quota 1.923,7 dollari l'oncia lo scorso 6 settembre. Secondo il direttore della divisione ricerca per gli investimenti del Wgc, Marcus Grubb, "gli acquisti sono stati effettuati da diversi Paesi", in particolare quelli con economie emergenti che vogliono diversificare le propri riserve internazionali.

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