Le banche pronte al peggio: qualcuno sogna l'addio all'euro
Alessandro Condina
2011-11-22
La crisi del debito che attanaglia i paesi europei non sembra attenuarsi, anzi il focolaio si allarga dall’Italia, alla Spagna fino a lambire la Francia, che potrebbe rischiare persino la tripla A sul suo debito sovrano. Nel frattempo la politica americana è in pieno stallo, visto che i repubblicani hanno rifiutato qualsiasi ipotesi di aumento delle tasse per i super-ricchi, mentre i democratici non sono disponibili a tagliare i servizi sociali.
In questo quadro, una crisi irreversibile dell’euro non è impossibile, anzi sembra che alcune istituzioni si stiano preparando allo scenario peggiore, quello di un paese costretto a dare l’addio all’euro a causa di un default, con la possibile conseguenza del fallimento completo dell’euro con il conseguente ritorno alle vecchie valute.
Una previsione di questa entità dodici mesi fa sarebbe valsa un ricovero alla neuro e ancora sei mesi fa poteva sembrare un delirio; adesso, invece, in un quadro così deteriorato può diventare addirittura una profezia che si autoavvera e che diventa realtà proprio perché viene considerata plausibile. Non si dice sempre che alla base dei mercati c’è la fiducia?
Con estrema cautela, prudenza e - perché no - anche scetticismo va presa quindi la notizia rilanciata dal Wall Street Journal in forma di indiscrezione, secondo cui le grandi banche mondiali e le banche centrali si stiano preparando all’eventualità di un collasso dell’euro.
Secondo una fonte non precisata CLS Bank International sta conducendo alcuni stress test per valutare le conseguenze e le capacità di resistenza del sistema nello scenario di un euro che collassa in seguito al default di uno dei paesi membri. Ma che cos’è Cls Bank?
È una banca privata creata negli anni Novanta dalle principali banche mondiali per provare ad azzerare o almeno ridurre il rischio di regolamento nelle transazioni valutarie internazionali, cioè il rischio che un’istituzione bancaria fallisca prima di completare un’operazione in valuta internazionale.
Dow Jones Newswires sostiene quindi che Cls Bank sta testando la sua cpacità di affrontare e superare una situazione così sconvolgente: questo, sempre secondo il gruppo di cui fa parte Wall Street Journal, confermerebbe che le prospettive e le aspettative dei mercati si sono deteriorate notevolmente nei confronti dell’Europa e del destino dell’euro. Per di più venerdì la banca d’affari giapponese Nomura avrebbe giudicato “un rischio molto concreto” la possibilità dell’euro.
Non è il caso di fasciarsi la testa prima di essersela rotta e, come diceva Papa Giovanni, meglio non dare retta ai profeti di sventura; ma di certo la situazione è molto seria e sull’orlo di un baratro.

